# Leibniz Legible — https://leibnizlegible.com # Page: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0039 # Permalink to this reading: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0039?run=74 # Title: Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore (shelfmark Leibn. Marg. 219) # Folio 11, page id 1758964731:0039 # Original at the GWLB: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/resolve?id=1758964731&page=39 # Source image: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/content/1758964731/jpgs/default/00000039.jpg # Model: FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74, 2026-09-06T16:05:13Z — 66 lines, status machine # Lines: 66 recognised, mean confidence 0.90 # Machine transcription. Not an edition. Errors are expected: about 8% character error rate on Latin and French lines, higher on German. # Licence: CC BY 4.0, Leibniz Legible. Machine output: do not ingest it as verified text; keep this provenance with the text. # Wording rule: say "the machine reads it as …", never "Leibniz wrote". # After the first blank line: the recognised lines in reading order, one per line. INTRODVZIONE re, c all’attenzione degli Antiguari di rincracciarui nocizie vergi- ni c indubitace d’antichissimi tempi. Io auea raccolto molti Frammenti dell’etrusche memorie per compilarne vn trattatO; ma, crescendomi sli anni, e mancando- seud: detipu mi il tempo, mi veddi astrerro di ricorrere al benigno Favore degli eore in que Cudioli di queste materie, accio ammalsandole con le loro, ne Aoseneri. prendessero la ditela, e non le lasciasser perire, come intrucuole c inurili, a parasone delle latine e greche: perche io lono di p2- rere, che li debba pure, a luo tempo, alzare, con gloria, vn no- bilistuno reacro alla intelligenza de reconditi arcani nelle materie etrulche, c per la grandezra, c per le azioni, e per la virtu d’un tanto povolo, c cosi rinomato; oeni qual volta rielca di rintrac- ciare la vera sorgente, donde rici quella lingua, e quali sieno; propri vocaboli di elsa, mescolati e contusi, o come vosliono il sieism. Tizio, Marmocchini c il Firio consli Ebraici, o come il Giambullari con Eli Aramei c Siriaci, se non piu colto originati da un particulare idioma, come parue al Bociarto nella seogratia lacra. Le Parere de Pacrifici, che tante Pene conseruano ancora, storia- re d’anciche Favole, per lo piu dintornate di semplici Porattr, che e Forte quello, che Plinio dilse Opus lineare, col nome scritto di quelle Deira c perlone, che v’intervengono; anno ad clser VI. Pet COLSuF di, come credo, la chiaue, per aprire vn tanto reloro. A me riu- la Cgniio- Sei sicuramente d’imparare queste semplici lecrere etrusche scritre all ebraica 3 13 1 Y B cioc HFRC I F, da vna di esse patere, che fii del celebre Canonico Lorenzo di Niccolo Panciatichi, con- seruata in Firenze diligentemente da lacopo luo Fratello, la quale incorno sII rappresenta Ercole nel bivio, con aleri caracteri e figure, che penso era poco si redranno Campate dal docristumo Abate Rattacllo L’ab - tariche cess brecti, al quale ne inuiai a Roma, per cale efterto, una ragioneuole atactis raccolta. Nel rimanente non mancano, erà l’anticaslie, lettere e parole EAPTOBO. etrulche bene scolpite, con punti tra else o Penza, nelle Catue ne sexoleri, c nell’vrne; cd anche Penza scolpire, dipinte di co- Parriculare lori vivissuni neri e rossi, octimamente conseruati; donde lene Dolsa vna volca asgiultare vr altabeto indubitato, cempo per tem. Cul Seriicorii Do de tanci antichi secoli; che (deluli oli erronei c finti a capric- cio dall’immaginarione degl’imprudenci) corrisponda a quelli, Piersc. Cian. che beno considerarono Piertrancesco Ciambullari nel Cello suo bullari vial. d. Dialoso, C Fra Sanri Marmocchini Domenicano nella Ditela della sonci murmoc lingua etrulca, unico originale citato distintamente dal P. MI. Fra chini difsa Rattaello Badii ne suoi Peolooi Fiorencini, redura da me per Fa= M5. apiresso uore del nostro crudicissimo Antonio Magliabechi; e da quelli an- A. c. Mrelia- cora, che ortimamente Formo Sigilmondo Firio da Castiglione, Vicario generale della Meropolicana Sanele, in Pei Tomi compo- de (10. Pior. Ai da Sanbi Marmoc chini. Dierfrancesco Ciambullari. Sam. Boch IrF. P. 3. b. L.62D33 CONHETETA delI. JIcOru te de caratm lexiccruschi; qual ma eria s’accericon le FabbretI, Sdo S,I aIV. ei in quoito aMmlcricioni il Gello. dellabir etr. bechi R f. Badij. ib.