# Leibniz Legible — https://leibnizlegible.com # Page: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0080 # Permalink to this reading: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0080?run=74 # Title: Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore (shelfmark Leibn. Marg. 219) # Folio 46, page id 1758964731:0080 # Original at the GWLB: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/resolve?id=1758964731&page=80 # Source image: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/content/1758964731/jpgs/default/00000080.jpg # Model: FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74, 2026-09-06T16:05:13Z — 54 lines, status machine # Lines: 54 recognised, mean confidence 0.91 # Machine transcription. Not an edition. Errors are expected: about 8% character error rate on Latin and French lines, higher on German. # Licence: CC BY 4.0, Leibniz Legible. Machine output: do not ingest it as verified text; keep this provenance with the text. # Wording rule: say "the machine reads it as …", never "Leibniz wrote". # After the first blank line: the recognised lines in reading order, one per line. ia C. C enCMML Romani. In questa guila adunque comincio la zuHa, nella quale Narlece aveua murato la sua barcaglia di gran Fronce in lunata, e per l’ordinanze ben mancenute da Toldaci romani, pel numero della tanceria, c per lo prudence conando del Capitano, combar- cesti, con gran virtu, tino a note: Locco a Ciori nondimeno ad E perde la elter perdenti, nonitanto per le ordinanze non conseruare, quan- 10 per il comando reale, che tu, di non combattere con altre ar- mi, che con l’alte, concro a chi con cutre l’altre oftendeua; il che tui la perdica di questa siornata, nella quale, Copragoiunca la notte, relto al RC, come all’auanzo de Ciori, di Paluarsi con mal prouvedimento, abbandonando il potto. Fuogiva il Re con cinque compagni Toli, perseguitato da alcu- Fussc mor. ni Romani, traquali Asbado Crepido, con l’acta lo feri morcal- colmence se mente, ne pore leguicarlo teriro ancor csso, nello Cco tempo, rito; in un piede da Scipuar, che era col Rc: onde, lasciaro di perse- guitare chi e non conolceua, aiutato da compagni, se neicorno a Suoi.s. Coloro che accomipasnauano Tocila, penlando, cheil nemico sesuitalle la caccia, fuggirono dictelamente octantaguatrro Sadii, cioc otto c due quinti delle noltre mislia, da douc li era. cominciata la bactaslia; fino al luogo derro Capris. Ouivi il Re Sencendos imancare, c Fermaioli, OrI Era POCO: C VI FUI (OCFEETATO si muore, ca da chi fedelirience l’accompagno in canca sciagura, riprela tosto la elouerraco. Fuga. Aleri dissero, che tusse ferito da un ciro d’arco, poltoli, pernon esser olteruato, in luoso non risuardeuole della bactaglia. Non sexpero i Romani lubito la morte del Rc; ma vna donna de Ciori ne diede noriria, ed insegno il luogo, dou eoli era le Poltos a chi riconobbe quel corpo, che, dopo auerlo rilotterratO, ne fece certo Narlete. Ouelti, nel nezo di tane alleorerza, infastidico dall insolenra de Longobardi, che, in compagnia degli Vnni c degli Fruli, condouiin. s’eran con esto crouati in quella giornata, rimando i primi fuori scalia dd Ro del cerreno de Romani, accompaonati per Valeriano, acciocche manicon al. nel lor pallasgio si rirenessero di Cacchesgiare il paele: rirrallero eorro ~60. nondimeno da loro scruis; per ricognizione del lor valore, dona- e concimâ ciui e prede: benche non senza caccia di crudeli, ed auidi di ErOp Do insorde rapine. Fu perauvencura quelta prima renuta de Lon- Zobardi in lcalia, l’incitamento di ritornarui poi la seconda volta, quando la invasero, c lene fecer padroni, (olo per lo proprio vancageio; e senzache regli richiamalse, per lua colpa, Narlere. Tento Valeriano, dopo auer convoiati i Longobardi fuor del contine de Romani, d’impadronirs di Verona; ma precendendo i Franchi, d’entrar ne luoghi, donde vscilsero i Cori, si rivolse cgli ad impedire, olere al Po, che lo auanzo della sente, la qua- de s’era saluata dall’ancecedente rorta di Chiuli, non si porelle Tiunire Siornatu. F Siunto a Copreti, iui LLogobardi, ere Naxioni daci à IOTO PaeA.