# Leibniz Legible — https://leibnizlegible.com # Page: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0082 # Permalink to this reading: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0082?run=74 # Title: Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore (shelfmark Leibn. Marg. 219) # Folio 48, page id 1758964731:0082 # Original at the GWLB: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/resolve?id=1758964731&page=82 # Source image: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/content/1758964731/jpgs/default/00000082.jpg # Model: FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74, 2026-09-06T16:05:13Z — 56 lines, status machine # Lines: 56 recognised, mean confidence 0.90 # Machine transcription. Not an edition. Errors are expected: about 8% character error rate on Latin and French lines, higher on German. # Licence: CC BY 4.0, Leibniz Legible. Machine output: do not ingest it as verified text; keep this provenance with the text. # Wording rule: say "the machine reads it as …", never "Leibniz wrote". # After the first blank line: the recognised lines in reading order, one per line. PARTE L RTMR mesi a ouardarsi, alpectando ciascheduno il diloggiare deil’alero: Speranano i Gori, di poter sussiltere per il vantaooio dell’armara di mare, che bene oli prouvedeua di curto; C Narlere AdoM, da- Ma, impea. ver corrorro l’Ammiraglio de Cori, che a tempo gli privasse del- cocta Narle. ce, pien co- le naui: il che cio seoniro, si mucaron le vicende; verche; Go- AreccO Par ei Furon Forzati di ricirar(i nel Monce Lactaro, doue elellero di com- verderuita baetere piu tosto, che di morirsi di fame: e tal risolurione riulci canco ardita, c tanto subita, che porro ad una fiera ruHa gli cler- cici. Teia fece proue d’eccellente valore, con animo intrepido combaccendo on cer2o del giorno, e fino a che, ferico in un pie- de resto morro: la sua celta regale, polta Copra un alta e moltra- ia agli eserciti, incito l’uno alla vendetra, l’alero alla vieroria; onde l’aspro combattimento duro fno a norce: c pur di nuouo il giorno seouente si proleoui con canta ostinarione, che non tû al- cuno che volcalse Faccia; in fine (i Grori, sercacori d’Arrio, con- Felsando essere cari vinci da Dio per i Romani, ch eran C atrolici) esreens de Si venne à patri: e Marsere concesse loro, di porerlene andare a viver liberi era eli aleri Barbari, di non dover piu combatrer con- 60 la MOrce Era i Romani, c di lasciare il reloro, ch era nella FOrTCZZA. Ma in questo istance, mille Cori, senz aleri parri actendere, si parri- rono da quarcieri in ordinanza per andartene nel pacle di la dal Po; oli aleri, Ctando a guantO S Cra FerMAEO, lO mantennero: e in finc venne Cuma in poter de Romani, Anico l’anno dicioccesr mo di quella ouerra, come scrive Procopio, che tu quello del Pan- 10 Nacale del Sionore 555. compuratoui nondimeno, quanto [09- eiunse dittulamente Agaria, dal patto accordato dopo la giornata c iorre di Feia co Cori venuri leco al Toccorto di Cuma, fino alla re- Pa di quella piazza, la quale non efferruara allora (per non essersi Pattuico con chidentro v’era alla ditela) legui poi, con maggior in- cervallo di cempo e con piu difficulca, di quello che si dica PrO- coxio, il quale brevemente termino la lua Scoria, Penra Far men- zione di quello assedio, che ri fu di bilogno, e dello anrecedente acquisto, che fui necessario di Fare a Marsere, d’altre Cirta C Ca- Rella di Foscana, della Liouria; e del paese de Veneci, pur an che innanzi, ch eoli ricevesse le chiaui di Cuma. I quali fatri, Perche il vero abbia luogo, passarono di quelta maniera. Tenco Narsere di prender per assalto Cuma, nel tempo selso Cumi ittali. che doucuano cascare le muraglie messe in su puncelli, per atto- nienapres carsi. Diedeoli tal comodita la spelonca della Sibilla Cumana, rire. Sncid. nominata da Virgilio, per la quale penetro la gente Porto le Fon- damenca della FOrterra, a tar quanto fece, benche non ne leouille Il bramato eftetto; mentre la cadura di quell’editirio impedi, con le rouine, l’adiro per entrare nella Cicta, difela valorolamente da Aligerno, il minore de Fracelli del morto Teia: che pero la- lciata SIDTnAEA , C Vta. Giori reltati in capo do. s1C1. Proc. de vell. 80b136b. bt0 3 ea da Roma. lib. 6.