# Leibniz Legible — https://leibnizlegible.com # Page: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0227 # Permalink to this reading: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0227?run=74 # Title: Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore (shelfmark Leibn. Marg. 219) # Folio 151, page id 1758964731:0227 # Original at the GWLB: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/resolve?id=1758964731&page=227 # Source image: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/content/1758964731/jpgs/default/00000227.jpg # Model: FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74, 2026-09-06T16:05:13Z — 56 lines, status machine # Lines: 56 recognised, mean confidence 0.91 # Machine transcription. Not an edition. Errors are expected: about 8% character error rate on Latin and French lines, higher on German. # Licence: CC BY 4.0, Leibniz Legible. Machine output: do not ingest it as verified text; keep this provenance with the text. # Wording rule: say "the machine reads it as …", never "Leibniz wrote". # After the first blank line: the recognised lines in reading order, one per line. VBERTO DVCA E MARC. rare in quelto menere qualche cola di lei) moglic del Duca C Mar- chese Vherro di Tolcana predetro, figlivola di Bonitazio Duca c Marchele di Spoleri e di Camerino; nato di quellVbaldo, il quale, per proua di nobil valore, oia nel colpccco di Ciuido e di Berenoario, ch eransi a Fronce (octo Pauia, vecile, EratCLO COn la lancia, quel Bauaro, (orsogliolo disprezzatore del Nome lca- Luitpr. lib. 1. cap. 7. liano) seco veruto a bactaelia in duello, come luirprans d vacdadam ConTa. La madre di Willa, per nome Waldrada o Cualdrada, tu Corella di Ridolto Re d’Icalia e della Duchelsa WVilla di T0- Scara, naci curti d’vn alera Willa, C del RC Ridolto di Borgo- gra, tiglivolo di Corrado Conre di Scerlinghen in Flueria c di tirmenerude holivola di Luictrido; il qual Corrado tu delcenden- re di WVelfo o Civelso Conre Nobilissino, higlivolo di Pilembar- do di Warino o Civarino, di Prolapia Reale deriuata da San C ro- 11 dulto. Onelto e quanto a natali della Contelsa WV illa; Che nel re Ao per conco delle cole farre da lei molco degne, allora lene par- lera sparsamence, che oli accidenti occorsi al marito lO. POrtCranNO. Crederei bene, porere essersi partiro d’Ir lia il Marchele VBer- to, doxoctie Berengario II. el holivolo s’erano, a mero Aoosto di Borengario II. C AdaildeF evesto anno 952. nella diera d’Auspuroh, riconosciuri vastalli del tos ricano. ReOrtone, rilasciati, ad Fnrico il rillolo Fracello di esso (cone lcon Valalli Reginone racconta) i Marchelati di Verona, e d’Aguileia. Dic- del RCOCO. ne dero Forse bastance moriuo, a cal molsa di Vberto, sli effecti Regin. Chro. che si esprimono in cal fatuo, con le prelenci parole dello sesso nic. 3 AUTOre: Berergarius tamen, in Ttaliam revercens, omnia haec in P A rendon Episcopos e Comites, caetero(que lcalix Principes, recorlic, omnes ierincipi sE n eos.odiis e inimiciciis insequens, inimicistimos sibi fecie. Me lo lianr. perluade d’auvancasgio il non vederli piu Fatra menzione, per qualche anno, in Tolcana, del Marchele VBerEO: C ChC FOISC L IV. LivGHIS vie dulFos, tiolivolo del RC Otrone, necellitato a ritornare in Icalia del 956. a reprimere la tirannia di Berengario II. ( come Pegui) scalia. che lo caccio quasi del Regno; e del cutro lo aurebbe spogliato, se la morre di Liudulto successa, con pianto rnivertalé, l’anno apprc(so 957. a sei di Secrembre, non vi si Folse incerpolta. Intorno a detri tempi, 0 poco innanzi, bensi, i0 mi POttO- Fcriuo pocer elser seouico al Marchese VBerro, come dice San Pic- smutr. nam. iro di Damiano, quel marauigliolo riconolcimento del proprio L. L lib. 2. cp. figlivolo Veone, e la eiultiticata onectâ della moglie Willa, inel- Sa in dubbio da selolo sospecto del mariro, con vano prelupposto di non averla, nel tuo parrir di Tolcana, lasciaca di se oravida. Fui pero da Dio axerta la mente ad VBerro a Favore dell’innOcen- re Principessa, e della disprerzaca prole; menere il picciol Fanciul- 10, melso in mezo a moltitudine di popolo, da se sesso, rico- nobbe il proprio genitore (senza mai averto prima reduco) cd RCC4 ISF REIICI CuTEI 956. A: la lecon- da voica in