# Leibniz Legible — https://leibnizlegible.com # Page: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0250 # Permalink to this reading: https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0250?run=74 # Title: Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore (shelfmark Leibn. Marg. 219) # Folio 168, page id 1758964731:0250 # Original at the GWLB: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/resolve?id=1758964731&page=250 # Source image: https://digitale-sammlungen.gwlb.de/content/1758964731/jpgs/default/00000250.jpg # Model: FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74, 2026-09-06T16:05:13Z — 53 lines, status machine # Lines: 53 recognised, mean confidence 0.91 # Machine transcription. Not an edition. Errors are expected: about 8% character error rate on Latin and French lines, higher on German. # Licence: CC BY 4.0, Leibniz Legible. Machine output: do not ingest it as verified text; keep this provenance with the text. # Wording rule: say "the machine reads it as …", never "Leibniz wrote". # After the first blank line: the recognised lines in reading order, one per line. PARTF PKEMA. Cristo, essere dal Marchese V80 donato a quella Badia, quanco si riconosce dall appresto lunco di quella C’arca, che InFCTA POrtC ralti à luo luoso. In nomme Domini Pelu Chricti. Anno lncar-, nationis eius 996. Seprimo Kal. lan. Indictione _c. Vnde. c0o in Dei nomine Hlugo Marchio, Lege vivence Salica, Ailio b. 3 m. Hluberei, qui Fuit Marchio ex Salico, optimum duxi per ani- 3 a vorest sus ex mex remedium, oHero e do Ecclelix _ Monalterio B. S. 3, lasero, seconde Mlarix Cemper Viroinis, qua est constructa in loco, qui dicitur, la sormula di Vangadisia XC. Douc si leggono quancica di beni, Caltella, C rioni alloru in Chiele donate a derra Badia, con riseruo della lua vita, e de R- elivoli, che pocellero nalcere di lui, dicendo: Ec Forlican Dom., lesa, dec. Ommiporens miti filium auc tiliam de legipeimo matrimonio de- derit. P mancando il Marchele Penzo figlivoli legictimi e natura- 3 li, vuole, che cucco passi nella pretaca Badia. Da quelta Scrit- cura, benche poco corretta, lene ricrae nondimeno, che il Mar- chele V90 non auesse ancora nel 996. procreato tgliuoli; ma esse- re nel caso di pocerne sperare, o da luditta, o da altra conlorre. Ben diro adesso, che Ciregorio V. Sommo Poncetice, nomina- Di sopra pas. 10 di Popra, il quale tu Marchele di Verona, c collocato nella San- CconeIY Ca Sede dal RC Ortone III. suo 2i0 cugino per via di donna, olic- coron. Imp. ne rele la ricompensa, coronandolo egli ad Imperadore Augucto da Pp. Crcg. nella Basilica Vaticana, quelto anno 996. insieme con l’Imperatri se cueinoxer ce Maria di Spaena lua conlorte, nel di della Santa Pentecolte, riactionne. a venciquattro di Maggio, dopoche era vacaro l’Imperio Occi- deneale, per la morre d’Orrone II. dodici anni, cinque mesi, e Sison. de Reg. diciassetre giorni. Poso bene, cheil Sigonio porca questa C oro- nazione aeli vndici di Maggio, c s’inganna; perche la Penteco- Ie non poreua cadere in quel giorno, quelto anno staro bisesto, quando la Palqua si celebro à cinque d’Aprile, le che la lettera domenicale era il D, C non l’F, com ei crederte, it ou i e Non si stancaua per tanto il Marchele Vgo di concinuamente beneticare la Chiela di Dio, perche dono di nuouo, essendo a Fo- Sci, alla Badia Fiorentina, l’anno presente 996: primo dOEco- De TII. il Castello di Colle di Monte, c la Chiela, di, San MarrinO; de in cal Carra ei si denomina: buso gloriolus Marchio, Ailius b. 3 m. Hluberri, qui fuic icidem Marchio. F. dice: Oprimum duxi, Pro anima mex remedio, offerre Deo et cibi Fcclelie d Mana-, Aerio Beatxe Marix, quae est polita in Cinicare Florentina, quam, genierix mea a Fundamentis construxie, idest Castello et Colle de, Monce e Burgo ex Ecclelia Sancti Marrini, cum curre, etc. 10 n comprendo bene; il mio dire cosi pieno d’allegazionis potere infaltidire chi lesoe, con l’interrompere il Alo della Scoria, e dimi- nuire il diletto; ma i0 vorrei venir compariro, dal benigno L et- tore, di quelto Fallo; perche d cimato, doversi anceporre, alla ele- 164. V. IUO NipC- Irab. 118. 7. queste Dona- 2s0, OBerre. Deo de cibi