Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore, fol. 89
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- VVTCCTTER AMO DVCA.
- 8G
- la Tua, per cosi dire, gerarchia; cioe, che i Re a quella Somma
- Imperial Maeltâ obbediuano, la doue esti comandavano à Duchi
- c à Marchesi delle Prouincie, ed a chi le gouernaua talora in lor
- vece, com erano i Preferti e Conti che delle medesime aueuano la.
- curela: a questi dominatori delle Provincie crano, per lo piu, Poc-
- copotti i Conti delle loro Cicta, i quali ordinariamente Coprastaua-
- n0 a Baroni c aSignori, che in Tolcana c in Lombardia, secondo
- Rotredo da Bencuento, turono decti Cacrani, cioc Capitani; per- Ror. de Bene-
- che quivi nelle propric Castella e Forterre abitando, signoresgia- par. 4 rub. de
- vano a luddiri e a vassalli, chiamati fedeli, estracri a principio val pas. 363.
- da loro seouaci, c da prigioni di guerra facri liberi, benelicati poi col. 1.
- di cerre e cale ad essi concedure a linea o a livello, col trarne
- qualche piccola ricompenla ogn anno; per ridurre, in cotal oui-
- la, a coltura il paele, c renderlo abitato. Le alere dionita c teu-
- di masgiori erano, quali curti, a vita conferiti ad arbicrio dello
- Imperadore, 0 (appresso di noi) da Re d’Italia, ch crano in.
- luoso di quei de Longobardi. Benche, ne sccoli che leguiron
- Poi, per vari sconcerei, di Couerchio alcerate e contuse quelte co-
- Te, si desse occatione talora, con le divisioni c discordie de popo-
- li, al nascimento e crearione di nuoui Regni c Repubbliche; quali
- repugnando d’obbedire aeli Scranieri, si misero in liberta, all’vlo
- antico di Roma: onde ordinate proprie Leggi c Statuci, s’acqui-
- Rarono cd ortennero a poco a poco curra quell autorita, che lo
- Sesso Imperadore à nel Regno, c nell Imperio Romano, come,
- per elempio, fece Firenze: il che bene si continua, fino al gior-
- no d’oggi ne Serenissimi Cran-Duchi di Toscana.
- Ma ricornando alla Scoria: l’anno 8 12. per le minacce, che
- Facevano iMori d’Attrica e di Spagna, d’invader l’Icalia, vi man-
- do l’Imperactore Carlo, per assisterui, Bernardo suo nipote, f-
- glivolo del Re Pipino, C con elo WVallone nato d’un alero Ber-
- nardo tiglivolo di Carlo Marrello: ma, nell’anno seguente, re
- nuca l’Imperadore la grand assemblea in Aguisgrana, era l mele sie. de ReP. X
- d’AoOto C quel di Sccrembre (il Sioonio dice di Nouembre) di iha
- consenso di curri i Principi, dichiaro, suo compagno nell’Impe- Lovonico L.
- rio. L Odonico Re d’Aguitania luo terzogenito, c di propria ma- nato dal Pa-
- no l’incorono, applaudendo il popolo con acclamarion di lecizia, dre C’ario M.
- o dicendo: Vivac Imperator Ludonicus; e parimente, quello selso
- Siorno, dichiaro RC dIcalia Bernardlo prole del Re Pipino defunto.
- Non 5d gia, se quest anno 813. quando i Mori sbarcaronO in. Re v’icaII2.
- Toscana, a depredare la Cirra di Centocelle su la riva del Mar
- Tirreno, vicino al luogo, dou e oogi posta Civica-Vecchia, Fol-
- se la Tolcana Forro il comando eli quelto Duca Wiccheramo dive-
- nuto poi Conre, ouvero del succeltore, come pare piu verisimile,
- crouandosi nominato ancor celi questo anno medesimo.
- 8T2
- neto via. ind.
- LINIDEF. COTO.
- Bernardo
- v1IF.
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Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore, fol. 89. Machine transcription, not an edition: Leibniz Legible (model FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74). https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0135?run=74