Leibniz-Handschriften zur Mathematik LH 35, 12, 2, fol. 114r
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- Angusti 1676
- F Aigibru opera di Rafaet Bombelli da Bologna divisa in tre libri. In Bologna
- Giovanni Rossi 1579,40
- par
- suisse do poi doppo questo ph dofante et gli Acabi) Leonardo Pisano in idivma latino, ne dopsto lui
- praefatio. Dio farte cita gli autori indiani.
- lcano in estato, che con buona haberta detto sino a Fratre Luca dat Borgo di sto sepoloro dell’ordine
- il quale in vero (se ben fu scrittore trascurato e
- percio commisse qualche errore) non dimeno egli il primo fu che luce diede a questa screntia, aucorche
- Minori in linqua cosi ratina come vylgare
- alcuni siano he se ne facciano cavaglieri, ea se attribuiscano fatto l’nonore malvagiamente accusandio
- i pochi errori del frate, c tacendo l’opere sue buone Hanno poi e Barbari e Italiani a nostri
- tempi pritto, come furno oronid, scribelio e e il Boglione francesi; Giovan stifelio Todesco e un
- carto spagnuolo (Nonnius) il quale nell’idioma suo assai ne scisse ma in vero alcuno non e stato
- che nel secreto della cosa sia penetrato, oltre che il Cardam oilan ess nella sua arte magna, ove diquesta scientia essais isse, ma nel
- dire fu oscuro; ne tratte parimense in certi suoi cartelle a quali contodonco Ferrarii nostro Bolrgnese serisse contro a Nicolo Tartaglia
- siter primus Bonbelli auita habet satis pulchra ut artitior, circa binomia
- et operationes crca ipsas, it est circa quantitates compositas ex numeris cornitis rationalibus et irrahonalibus vel
- Bresciano
- ratimalibus diversoru gradummur
- potenze egualia tanti e numen, id est y y+.
- recte oppeteat potenza cuba.
- inbognitura Tanti. C. g. capito lo di
- AGg uaglisi a 12 p. 9. Cid est y7 12V + 9.) questo non si puo agguagliare par le regole date, perte
- Rasit Bombelli lib. 2. pag. 292, 293.
- it cubato del terzo velli tanti, supera il quadrato della meta del numero, pero bisogna tenere quella resola messa dat
- Cardano, di aggiongere un numero cubo ad ambedue le parti, overo cavarlo, del quale pigliato il suo lato cubo sia in
- fal proportione a uno per resola qual e il numer alli tanti (come sarebbe) se ae eguale à 12~ p. 9. si
- aggiongera 27. (ch’e numero cubo) a crascuna delle parti, fara 12 p ex eguale a 12 p36. piglisi il laso
- cubo di 27, ch e 3. che ha proportione con + (ome il numero 36 a 12 numero delli tanti) pero quando si havera trovato
- questa proportione, si aggiongera in questo essemplo detto 27 ad ambedue le parti, si havera (come e detto di Sopra) 27 ps
- y rpx 1 aby + ac
- 1 ac sue X - bX 1acpo.
- ipsa ergo X. non nisi causa
- invenietur, aut per aequationem
- am difficillem quo
- autilis ergo hor Cardani
- a
- regn
- 7 + X p ab a
- p27 egnale 12 p 36. Hor partiisi cinscuna delle parti per ∞ 1 p3. ne verra
- A sed haec regula Cardani mihi inutilis videtur
- pec nisi casu adhiberi, ing memorabilius quo est quod sequitur cedjectum ab ipso Bombello.
- W m3. V egnale a 12
- Ancora si puo (inquit) procedere nella aggnagliatione di tal capitolo in quesra guisa. Ayguagliasi
- 1 a 15 4 piglisi il terzo velli tanti ihe es. cubisi, ta 125 e questo si cavi del
- quadrato della meta del numero che 4 resta m. 12) (il quat si chiamera piu di aeno che di
- questo pigliala la R4. sara pia di m. 11. che aggienta con la metâ, del numero fa 2. p di m 11. che
- pigliatone il lato cubico ed aggiento col suo residuo sa 2 p. di m 1 et 2. m di m1. ce gionti insier
- fanno 4 e 4 e la valuta del tanto. E benche a multi parera questa cose stravagante perche di
- questa opinione fui antho gia in tempo, plarendo imi pra tosto fosse sapi soistica, che vera, non dimeno tanto cercai chetrovat la dimostratione la quale sac qui
- fotto notata, si che questa ancora si puo mostrare in linea che pur nelle operationi serve senza difficultade alcuna, et assui voltesi trouua la valuta del tanto, per numero come
- je trouato in questo essempro Pero ben vi applichi l’animo il lettore cheanco egli si trouarà ingannato. Subjicit: Dimostratione delle RC. legate con il piu di
- meno c meno di meno, in linea (puto. in linee). Htabbisi RC LE p dim. Rq 1 1). P RC L 4 m. dim. 11) e per trovare la sua linea aggiongasi
- 16 quadrato del 4 con 11 quadrato di Rq. 11. fa 27 e diquesto si pigli il lato cubo ch e 3. C per regola si moltiplichi per 3 e salvisi, por per regola
- nale
- due
- si moltiplica il 4 per 2. fa 8, e queste due R. q. legate fono nate dall’aggnagliatione, di r a 9=. p 8. pero faccisi la dimostratione in linea d Y
- a 9. p. 8. cive in superficie pianae si havera longtrezza. Si trovera che la longhezza del tanto sarâ ancora la longhe)) a delle
- Rc. legate proposte. Subjicit postea demonstrationem quae originem exhibet inventionis, eguleestum sardani per sectionem cubi. Sed notat ipse
- quando il corpo H Cere dmaemisse ti teriui est loqulus est de cubisectione) sa minore tella quarte parte del cubo (rectius tertina
- a: c. e. fal aggu agliatione non si potra fare con detto tagtio, pero non parendo tale aguaagliatione generale son andato tanto investigandis
- he ho trocato una dimostratione in superficie piana generalissima, na percho deve intervengono li corpi le linee medie non si possono ritiovare si non
- per via d’instromento, pero non paia ad alcuno strano, se questa dimostatione havera la Medesima difficolta e quando non l’havesse sania su
- vana l’inventione di platone ed Archita Tarentino con tant alteri valent huomini, nel voler duplar, l’altare overo cubo (ome laryamente ne la parla
- la
- il Barbaro vel comento del suo vitravio. Dimostrntione di cubo egnale a tanti e numero in superficie piana. sia 1 egnale a 6 p 4, e sia la c
- unita. Tiriti la m e e facisi n. l. che sia pari alla 9. cioe sia 1. e l. f. 6. cioc quanto e il nunero delli
- tanti, esopra detta l. F sii facia un paralleligrammo iesia d superficie, cioe s quanto ilnume
- sara il parallelogrammo, a. b. f poi allonyhisi la a. b sino in d ed a. l sino in Y poi habbiansi due
- squadri, delli quoli l’uno si ponga con l’angolo sepra la linea V, e che l’uno delle braccia toccki la estenit
- m, il qual squadro si alzio abbassitanto chetirato dal augolo delsquadro una linea ce tocchi, la
- estremita f he vada, a toccare la b. d in tat luogo che mettendo un actro squadro con l’angolo al detto
- to ceamento, e con l’uno delle braccia sopra la d. a vadi a intersegare il braccio dell altro squadro
- nella linea f. C. fatto questo dico che la linea chie dat ponto l, sino al angolo de squadro, e la
- valuta del tanto, e lo provo in questo modo prosupposto che si hablia alzato e albassato lo squadro
- Emente
- de in 2 tirando la 1. f sino in c e che il braccio dello squadro p. tagliassi con l’altio
- lea l. 1.
- lige tectans
- ossere la valuta del tauto. perhe essendo la l. 1. + et m. l. 1. la l. g. Sara 12
- 6 mlrC
- he tanto pud la ml.
- +.
- tere 12
- erche tanto
- l. ut ( lege:
- an
- tam lege in inum (male credo
- quanto lit. in sestessa, essendo it angoloi rectu
- : l C, 2. et C. f. 6. et il parallelogiammo h. f. 9 sara 4 pent
- je per l’atharagione eprovato essere dung dunque je sara eglale
- à 6: A perhe sil, e 1 et l. f. 6 7 et la J. l. sera 1~. Che per la agguagliatione insegnata, la l. 1 sera R4 3. p. 1. la l. g. sara 4
- 4 p. Rg. 12. la f.9. fura R. 9. 12. m. Z il parallelogrammo J. l. g sara Rg. 108, p. 10. e il paralle logrummo il. f sara Rg. 108. p per essera la linea il
- Rq. X p. 1. e la 1.f6; il paralle lograhmmo h. f. 9. C. 4 che gronto insieme ton R4. 108, p. 6. fa R 9 108. p. 10., chf pe par al cubo. 1. l. 9 (F 12
- Elegantissima mihu videtur haec constructio, et cum ope angulis mobilis
- constinat priblema solidum quodlibet suam facile Eedopoteris ad casu
- et stelegantem ostendut usum unitatis in culcubo algebraicogeometrice ex equendo
- caeterum quoniam jam ante in cibro primo Bombellus feaerat Logaritimum peculiarem ejusmodi Quantitatum in speciem imaginariarum qu
- quaum signum appellat P. di m. sive piu si meno. id est F. I. (semper emim ad hanc formam reduci potest ut supra S- 12I Y 1 S.
- deo remliarem subjicit harum signotum logatithmum. Nota enim signum esse aessectionem unitatis. Et ss + esse revera + 1. et - esse revera - 1. s
- tempe a + s-1 s1 - 1. +S- Y-1 + 1. et alia ejusmoii
- qua apud hombellum more ejus enuntiata videntur mna, at signo hoc adhibito statim patent. Fatetur nunquam sibi has radices occurisse, nisi in cas radicis
- lyorithinum
- neque unquam solas. sed semper cum binomio contratio subjicit in dicto lb. 1. Modo di trovar il lato cutico di simili specie di radici per prattica se
- modo: Giongasi il quadrato del numero colquadrato alla R. C della somma si piali il lato Cubico, poi si cerchi a tenton si trovare un numero et une Ruq
- che li loro quadrati ginti insieme faccino tanto, quanto fu i lato cubico detto di sopra, e che del cubato del numero, cavatone il triplo della moltiplicatione del numer
- aumero di lato
- il ms
- ne qu
- lat
- cubicum
- Iu. a k
- 1
- ub
- umer
- est 8 und
- Nam 5, ercujus cubus majo
- auferatur triptumus numeri per quadratum
- q uate.
- eu
- A
- 0
- il paullelogrammo 1. l. g. sara un cubus y3,) et il parallelogramu i. l. fsera 6=, perhe
- lege: et
- um,
- pari al par allelogrammo, a. l. f Mera 4, e essendo; l. 9. tutto insieme 6~, e
- subinitelligatur
- quantitas cerminus penultimus aequationis cubreae est affirmativus
- cubicae,
- terra questo
- lo
- ine
- 1. est etiam segnum. Notat ergo eorum lagu
- via il quadrat echar eaq er u
- es necsto
- aici di. metitunti Aer
- l
- resta sia
- etAte mato aecedo ino
- aestu
- sera
- imp
- co
- accommodari
- facit 125
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