Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore, fol. 46
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- ia C. C enCMML
- Romani. In questa guila adunque comincio la zuHa, nella quale
- Narlece aveua murato la sua barcaglia di gran Fronce in lunata, e
- per l’ordinanze ben mancenute da Toldaci romani, pel numero
- della tanceria, c per lo prudence conando del Capitano, combar-
- cesti, con gran virtu, tino a note: Locco a Ciori nondimeno ad
- E perde la elter perdenti, nonitanto per le ordinanze non conseruare, quan-
- 10 per il comando reale, che tu, di non combattere con altre ar-
- mi, che con l’alte, concro a chi con cutre l’altre oftendeua; il
- che tui la perdica di questa siornata, nella quale, Copragoiunca la
- notte, relto al RC, come all’auanzo de Ciori, di Paluarsi con
- mal prouvedimento, abbandonando il potto.
- Fuogiva il Re con cinque compagni Toli, perseguitato da alcu-
- Fussc mor. ni Romani, traquali Asbado Crepido, con l’acta lo feri morcal-
- colmence se mente, ne pore leguicarlo teriro ancor csso, nello Cco tempo,
- rito;
- in un piede da Scipuar, che era col Rc: onde, lasciaro di perse-
- guitare chi e non conolceua, aiutato da compagni, se neicorno
- a Suoi.s. Coloro che accomipasnauano Tocila, penlando, cheil
- nemico sesuitalle la caccia, fuggirono dictelamente octantaguatrro
- Sadii, cioc otto c due quinti delle noltre mislia, da douc li era.
- cominciata la bactaslia; fino al luogo derro Capris. Ouivi il Re
- Sencendos imancare, c Fermaioli, OrI Era POCO: C VI FUI (OCFEETATO
- si muore, ca da chi fedelirience l’accompagno in canca sciagura, riprela tosto la
- elouerraco. Fuga. Aleri dissero, che tusse ferito da un ciro d’arco, poltoli,
- pernon esser olteruato, in luoso non risuardeuole della bactaglia.
- Non sexpero i Romani lubito la morte del Rc; ma vna donna
- de Ciori ne diede noriria, ed insegno il luogo, dou eoli era le
- Poltos a chi riconobbe quel corpo, che, dopo auerlo rilotterratO,
- ne fece certo Narlete.
- Ouelti, nel nezo di tane alleorerza, infastidico dall insolenra
- de Longobardi, che, in compagnia degli Vnni c degli Fruli,
- condouiin. s’eran con esto crouati in quella giornata, rimando i primi fuori
- scalia dd Ro del cerreno de Romani, accompaonati per Valeriano, acciocche
- manicon al. nel lor pallasgio si rirenessero di Cacchesgiare il paele: rirrallero
- eorro ~60. nondimeno da loro scruis; per ricognizione del lor valore, dona-
- e concimâ ciui e prede: benche non senza caccia di crudeli, ed auidi di ErOp
- Do insorde rapine. Fu perauvencura quelta prima renuta de Lon-
- Zobardi in lcalia, l’incitamento di ritornarui poi la seconda volta,
- quando la invasero, c lene fecer padroni, (olo per lo proprio
- vancageio; e senzache regli richiamalse, per lua colpa, Narlere.
- Tento Valeriano, dopo auer convoiati i Longobardi fuor del
- contine de Romani, d’impadronirs di Verona; ma precendendo
- i Franchi, d’entrar ne luoghi, donde vscilsero i Cori, si rivolse
- cgli ad impedire, olere al Po, che lo auanzo della sente, la qua-
- de s’era saluata dall’ancecedente rorta di Chiuli, non si porelle
- Tiunire
- Siornatu.
- F Siunto a
- Copreti, iui
- LLogobardi,
- ere Naxioni
- daci à IOTO
- PaeA.
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Della Serie Degli Antichi Dvchi E Marchesi Di Toscana Con Altre Notizie Dell'Imperio Romano E del Regno de' Goti e de' Longobardi Parte Prima Dall'Esilio Di Fl. Momillo Avgvstolo Alla Morte d'Ottone III. Imperadore, fol. 46. Machine transcription, not an edition: Leibniz Legible (model FoNDUE-GD_v2_ft_Leibniz, run 74). https://leibnizlegible.com/page/1758964731:0080?run=74